Referendum[1]sul Federalismo[2] – più poteri a regioni, comuni, province
Il federalismo italiano ha molte facce e diverse posizioni. Ci sono due testi principali che si confrontano. C’è la legge costituzionale approvata dal centro-sinistra negli ultimi giorni della legislatura. E c’è il progetto Bossi o della devolution.
Devolution di Bossi vs. Riforma federalista dell’Ulivo
Centrodestra: Per la devolution.(Devolution = devoluzione[3] alle regioni di poteri statali [potere legislativo in materia di sanità, scuola e ordine pubblico]. Progetto fortemente voluto da Bossi. Ilprogetto del ministro Bossi prevedecinque articoli: quattro per modificare altrettanti articoli della Costituzione, la creazione di una Camera delle Regioni e quella di un “vincolo comunitario”, vale a dire l’obbligo per le Regioni a legiferare e ad agire in stretta osservanza con quanto deciso dall’Unione europea.) Non c’è solidarietà fiscale tra regioni del nord, del centro, del sud. Si configura un’Italia a due velocità con forti asimmetrie regionali.
Centrosinistra: Posizione critica nei confronti del ddl (Decreto di legge) sulla devolution approvato dal Consiglio dei ministri. La devolution andrà a solo vantaggio delle Regioni più ricche Per una riforma federalista. La Riforma federale del Centro sinistra prevede un cambiamento dei seguenti articoli della Costituzione
articolo 117 della Costituzione: regola il potere legislativo delle Regioni.
art. 118 della Costituzione: introduzione del principio di sussidiarietà[4]
art. 119:autonomia finanziaria di entrata e di spesa per Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni
La Riforma federalista prevede un sistema di solidarietà interregionale. E’ previsto un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Le regioni a statuto speciale otterranno forme di autonomia più ampia rispetto a quelle già attribuite.
Il Referendum del 7 ottobre 2001
Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, ci troviamo di fronte ad un referendum confermativo: ll governo del centro-sinistra aveva modificato la Costituzione introducendo un certo tipo di “federalismo” per esempio, ampliando alcuni poteri delle Regioni. E’ stato fissato un referendum per decidere se la riforma federalista deve restare in vigore o no.
Gli Italiani dicono SI’ alla legge sul Federalismo
Gli italiani approvano la riforma federalista dell’Ulivo -.49 milioni di italiani chiamati alle urne per giudicare la riforma approvata dall’Ulivo
E’ stata del 34% l’affluenza alle urne degli italiani chiamati al voto per primo referendum confermativo della storia della repubblica. Il 64,2% ha confermato con il SI’ la modifica costituzionale sulle autonomie regionali.
Oltre dieci milioni di cittadini, esattamente 10.438.419, pari al 64,2 per cento dei votanti, ha detto SI’ alla legge costituzionale di modifica del titolo V, parte seconda della Costituzione. I contrari alla conferma della legge costituzionale approvata dal precedente Parlamento l’8 marzo 2001 senza la maggioranza qualificata sono stati invece 5.819.187, pari al 35,8 per cento dei votanti.Il massimo dei consensi per la legge che ridistribuisce i poteri tra Stato centrale, Regioni ed enti locali, si è avuto nella provincia di Bolzano, dove si è registrata una percentuale dell’85,6 % per il SI’. Non è previsto il meccanismo del quorum di partecipazione per la validità del referendum costituzionale.
Vengono quindi confermate le modifiche “federaliste” apportate alla Costituzione dal precedente governo di centro-sinistra e l’Italia diventa una Repubblica federale. La riforma costituzionale entrerà definitivamente in vigore.
I due Poli
Per il Sì –
Democratici di Sinistra (“Votare sì per evitare la devolution”): Per la solidarietà delle regioni. Modernizzare l’Italia tenendola unita senza emarginare il Mezzogiorno e i settori più deboli della società.
Comunisti Italiani (La riforma è già stata approvata dal Parlamento. La devolution dividerebbe l’Italia in un Nord ricco e un Sud povero. Gli italiani hanno risposto positivamente ad una riforma democratica che dà nuovi poteri agli Enti locali e, nello stesso tempo, salvaguarda l’unità della Repubblica ed i principi di equità e giustizia sociale. Occorre ora andare avanti sulla strada delle riforme.)
Federazione dei Verdi (Sì, ma lo Stato deve garantire la tutela dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.Cosa ne sarà dell’ambiente, dei beni culturali e della polizia ambientale per eccellenza, il Corpo Forestale dello Stato, se verrà approvata la riforma dell’Ulivo?)
L’Ulivo (“Per un’Italia più giusta, moderna, più vicina ai cittadini”)
Per il No
Lega Nord Padania : politica “scissionista”, “padanismo”[5](la consultazione è «un trucco, contrario al federalismo». «Si può parlare di federalismo quando le competenze vengono veramente date alle Regioni, mentre si tenta di spacciare per federalismo due righe di una legge con cui si dà alle Regioni tutto quanto resta dopo avere elencato le competenze statali. Il vero federalismo «viene dal popolo e sottintende un doppio patriottismo: uno per la Regione dove si nasce e uno per lo Stato e solo uno Stato che ammette ciò è veramente democratico, federalista e attua il decentramento».)
Forza Italia, la destra economica, nuovismo-populismo, sentimento dell’anti-politica e dell’anti-Stato, per il liberismo (“No al «falso federalismo» Il Referendum è un atto necessario, ma non ci fermeremo qui. Andremo avanti con la devolution. Questo non è federalismo.Ora occorre un’ulteriore riforma costituzionale che porti alla devoluzione”.)
Alleanza Nazionale: per il centralismo
Rifondazione Comunista
Partito Repubblicano Italiano
Posizione dei politici
Silvio Berlusconi, industriale (Fininvest), Presidente del Consiglio, Forza Italia (Il “Cavaliere”): Per un compromesso su una versione morbida di devoluzione che conferisce poteri limitati alle Regioni in materia di sanità, ordine pubblico e istruzione
Francesco Rutelli, leader dell’Ulivo: La devolution è distruttiva e confusa, andrebbe a solo vantaggio delle Regioni più ricche: “Ottimo il risultato del referendum, una prova di maturità e di serietà. Né secessione né centralismo, ma un federalismo equilibrato.
Alfonso Pecoraro Scanio, Capogruppo dei Verdi alla Camera: No alla devolution.
Umberto Bossi (Lega Nord), Ministro per le Riforme, “il Senatúr”:Padre della devolution. Atteggiamento secessionista. No al federalismo, questa è una legge sbagliata, è solo una “riformetta,.. è il vecchio progetto dell’internazionalismo comunista. E qualora dovessero vincere i sì, nasceranno una serie di problemi per il nostro Paese… Ora faremo noi una buona legge.”
Marco Rizzo, capogruppo del Pdci alla Camera, Sì al Federalismo. La Devolution creerebbe un’Italia frantumata, divisa tra i territori ricchi e quelli più poveri. La riforma è già stata approvata dal Parlamento.
Gianfranco Fini, leader di Alleanza nazionale e vicepresidente del Consiglio: No alla riforma federalista e no alla devolution come se la immagina Bossi.
Contenuto della Riforma
Art. 114. – La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica…
SUSSIDIARIETA’:- Il testo approvato stabilisce i princìpi di sussidiarietà verticale (o istituzionale) e orizzontale (o sociale). Più poteri dunque alle autonomie locali (il potere amministrativo “parte” dal comune, in quanto ente più vicino ai cittadini) e maggiore responsabilizzazione della società civile nella gestione dei servizi pubblici.
NUOVI POTERI – Crescono i poteri delle regioni su istruzione e ambiente, in più le autonomie avranno il compito di organizzare i giudici di pace.
CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI – coordinamento tra comuni e province della stessa regione no al Commissario governativo
ROMA CAPITALE DELLA REPUBBLICA. Viene conferito alla città di Roma lo status di “Capitale della Repubblica”.
PARITA’ DI ACCESSO di uomini e donne alle cariche elettive.
IL BILINGUISMO COMPARE IN COSTITUZIONE. La nuova stesura dell’articolo 116 ha introdotto il nome bilingue per il Trentino Alto Adige/Südtirol e per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.
RAPPRESENTANTI ENTI LOCALI IN COMMISSIONE PARLAMENTARE. In attesa dell’eventuale istituzione della Camera delle Regioni, una disposizione transitoria prevede la partecipazione di rappresentanti degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
PIU’ POTERE LEGISLATIVO ALLE REGIONI. La nuova norma conferisce maggiore potere legislativo alle regioni. Allo Stato viene riservata la competenza esclusiva su una serie di materie (politica estera, immigrazione, rapporti con le confessioni religiose, difesa, moneta, leggi elettorali statali, amministrazione pubblica centrale, ordine pubblico e sicurezza, cittadinanza, giustizia, determinazione dei livelli minimi dei servizi, norme generali sull’istruzione, previdenza, leggi elettorali di comuni e Province, dogane, pesi e misure, tutela dell’ambiente). Tutto il resto sarà di competenza delle Regioni (che su alcune materie saranno però affiancate dallo Stato). Alle regioni poi è stata riconosciuta l’autorità di intervenire nel processo legislativo dell’Unione europea, quando le leggi comunitarie trattano materie di competenza regionale.
Esempi di Federalismo nel mondo
Svizzera, USA, Spagna, Austria (Governo federale, cancelliere federale, ministri federali), Germania, Belgio.
La Stampa www.lastampa.it
Il Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com
[1] Referendum: Consultazione diretta del popolo che deve pronunciarsi, in termini di approvazione o di rifiuto, su una legge o una norma. (Dizionario Grazanti Italiano, Garzanti 1994).
[2] Federalismo: Dottrina politica favorevole alla federazione di più Stati e ispirata all’ideale di pacifica convivenza trai i popoli, p.es. Federalismo europeo, ibid.
[3] Devoluzione: Trasferimento di diritti o di beni a un altro soggetto. ibid.
[4] Sussidiarietà: Aiuto diretto, ibid.
[5] Padanismo, padanisti : il contrario di italianismo, italianisti
